Musicoterapia con neonati e genitori presso il reparto di terapia intensiva neonatale

Musicoterapia con neonati e genitori presso il reparto di terapia intensiva neonatale

L’ uso della musica per stabilizzare i piccoli pazienti dei reparti di terapia intensiva neonatale e i loro genitori. Utilizzando tre tecniche di intervento, i musicoterapeuti usano il suono per stabilizzare i segni vitali dei neonati

Questo articolo parla di una modalità specifica di intervento di musicoterapia per neonati e genitori del reparto di terapia intensiva neonatale (NICU, neonatal intensive care unit NICU) presso tre ospedali di New York.

La musicoterapeuta Christine Vaskas parla di un effetto positivo  pressoché immediato dei suoi interventi: “Se la frequenza cardiaca del neonato è alta o instabile e fornisco un intervento”, ha detto Vaskas, “improvvisamente noto che la frequenza cardiaca si stabilizza e sta come riportando il bambino al grembo sonoro della madre “. Vaskas, svolge attività clinica e supervisione presso i NICU di tre ospedali del Mount Sinai Health System di New York. Il programma NICU, Primi Suoni è solo uno dei tanti interventi di musicoterapia promossi dal Louis Armstrong Center for Music and Medicine, che appunto offre interventi di musicoterapia in diversi contesti riabilitativi e medici.

Nel 2013, uno studio condotto da Joanne Loewy, direttrice del Centro Armstrong, ha rilevato che alcuni suoni eseguiti dal vivo, se eseguiti  in un contesto di musicoterapia, possono influire positivamente sulle funzioni respiratorie e cardiache dei neonati prematuri. Questi interventi possono migliorare anche il comportamento alimentare, aumentare il sonno e ridurre lo stress dei neonati, come dimostra uno studio clinico randomizzato, che ha coinvolto per due anni 11 strutture americane.

La musicoterapia  Vaskas non consiste nel fornire una musica registrata che viene percepita passivamente dal neonato, bensì in un intervento attivo mirato basato su una serie di suoni e melodie diretti al bambino e ai genitori, che attingono da tre tecniche specifiche sviluppate da Loewy: ritmo, respiro e ninna nanna.

Una serie di interventi attivi (e spiegati ai genitori) sono alla base del metodo cosicché la musica e il suono abbiano un effetto positivo non solo sui neonati, ma anche sui genitori e l’ intero ambiente ospedaliero.

Gli interventi di musicoterapia sono tanto frequenti quanto sono alti i bisogni dei neonati e della famiglia e vanno da qualche vota alla settimana  fino ad una frequenza giornaliera; ogni sessione dura dai 10 minuti fino ad un massimo di 20 minuti, per non rischiare di sovrastimolare i neonati e annullare in questo modo i benefici della terapia.

I genitori inclusi e coinvolti possono così non solo trarre beneficio dalla musicoterapia ma anche apprendere alcune tecniche di base e canzoncine per continuare gli interventi dopo che i bambini vengono dimessi.

Vengono usati strumenti semplici: La tecnica ritmica prevede l’ uso di un gato box, strumento simile ad una scatola in legno a due toni, che, se picchiettato lievemente con un dito, crea per il neonato un effetto sonoro simile al battito cardiaco della madre. La tecnica del respiro utilizza uno strumento rotondo pieno di piccole sfere di metallo, noto come tamburo dell’ oceano, la cui rotazione produce il suono fluido nel grembo materno.

I  genitori inoltre scelgono una canzone da cantare regolarmente come ninna nanna al loro bimbo. Sono incoraggiati a sceglierne una che abbia un significato speciale per loro. I genitori una volta a casa possono usare alcune tecniche musicali apprese… per aiutare a nutrire, far addormentare i loro bambini e per aiutare il processo di attaccamento.

LINK:

http://www.modernhealthcare.com/article/20170422/MAGAZINE/170429991