Musicoterapia e metodologia

suono da solo
Studio di musicoterapia - Suonosolo

Musicoterapia e metodologia. Cerchiamo qui di riassumere i concetti metodologici ed etici del nostro approccio musicoterapico

Musicoterapia attiva e creativa

Il contesto non verbale

Le proposte del bambino

La parola contenitiva

Il vincolo relazionale

Musicoterapia integrata

Bilanciamento tra struttura e libertà

Le tecniche in musicoterapia

MUSICOTERAPIA CREATIVA E ATTIVA

Studio di Musicoterapia Sitar

Se volete essere creativi, rimanete in parte bambini, con la creatività e la fantasia che contraddistingue i bambini prima che siano deformati dalla società degli adulti (PIAGET)

Esiste un particolare tipo di musica più armonico rispetto ad altri in grado di influenzare l’ individuo, ad esempio portandolo a stati di rilassamento indiscutibili. Potremmo discutere se la ricetta perfetta l’ abbia scritta Mozart o Bach … Ma noi non ci occupiamo di questo tipo di fenomeno perché non lo riteniamo “terapeutico”. La terapia e il cambiamento non possono esistere se non attraverso una relazione, in quanto noi nasciamo come esseri sociali e non atomi solitari dispersi nell’ universo. Il nostro approccio è un approccio attivo in cui il bambino insieme a noi e attraverso la creazione artistica apre i canali comunicativi e instaura una relazione significativa che può portare al cambiamento. L’ evoluzione e la guarigione sono processi attivi e graduali, anche faticosi e proprio per questo irrinunciabili e non riducibili a una fruizione passiva di ascolti musicali o a rituali sciamanici decontestualizzati di dubbia serietà.

APPROCCIO BASATO SULLE PROPOSTE DEL BAMBINO

Studio di musicoterapia batteriaOgnuno ha una favola dentro, che non riesce a leggere da solo. Ha bisogno di qualcuno che, con la meraviglia e l’incanto negli occhi, la legga e gliela racconti (P. NERUDA)

Il nostro è un approccio basato sulla proposta del bambino, piuttosto che sulla sua risposta: Partendo dalla premessa che non si può non comunicare (P.Watzlawick), si lavora partendo dai suoni posseduti dal bambino (non solo parole o suoni intenzionali su uno strumento, ma anche il ritmo del passo o del respiro, suoni gutturali, mormorii, vocalizzi…) e dandogli significati diversi, a seconda di ciò che pensiamo e sentiamo voglia dire il bambino. Cerchiamo di ricalcare cioè in qualche modo il ruolo materno della rêverie (W. Bion) e del maternage. Cerchiamo di concentrarci sull’ “osservazione tesa a poter cogliere le proposte del bambino e a capire, conoscere, un suo stile relazionale, cercando poi di intervenire per sviluppare queste proposte e farle diventare gioco relazionale con le sue implicazioni di scambio“.( G.Boccardi)

IL VINCOLO RELAZIONALE come fattore chiave della terapia

Studio di musicoterapia trombaLa felicità e reale solo se è condivisa

Il bambino possiede dunque un repertorio di abilità e di comportamenti che fin dai primi mesi lo predispongono alle relazioni sociali. Non è solo la madre ad adattarsi alle richieste del bambino ma si tratta di una vera e propria “danza interattiva”( D. Stern). Ormai è noto che è proprio il fattore relazionale ad essere determinante per la riuscita dell’ intervento terapeutico, ovvero il vincolo particolare e unico che si instaura tra paziente e terapeuta.

IMPORTANZA DEL CONTESTO NON VERBALE:  ritornare alle origini per evolvere

Studio di musicoterapia maracasVivendo dentro la madre e venendo al mondo, in un bagno di suoni, il bambino sa che all’ inizio non era la parola (λόγος) bensì il suono (F. FORNARI)

Mamma e bambino sono in comunicazione profonda fin dal momento del concepimento. Il feto è avvolto da vibrazioni e movimenti quali il respiro, il battito cardiaco, i rumori intestinali, il liquido amniotico, il ritmo dei passi della madre…Oltre a percepire queste vibrazioni e movimenti a livello corporeo e poi acustico, il feto avverte le emozioni e gli stati d’ animo a lui trasmessi e risponde a sua volta a questi stimoli, dando vita ad un vero e proprio dialogo corporo-sonoro non-verbale. La musicoterapia secondo il nostro approccio utilizza proprio  il contesto non verbale (suoni, musica, movimento, pause e silenzi, tempo e spazio, temperatura etc) per RIcreare, RIformulare e RIstrutturare situazioni e comportamenti infantili significativi, attraverso il reciproco riconoscimento degli ISO (Identità corporo-sonore non verbali) del musicoterapeuta e del paziente e la creazione del vincolo. (R.Benenzon)

LA PAROLA COME FATTORE INTEGRANTE E CONTENITIVO

Studio di musicoterapia LiraO Giglio Tigrato!” disse Alice , rivolgendosi ad un fiore che ondeggiava graziosamente al vento “come vorrei che tu potessi parlare!” …”Certo che possiamo parlare!” rispose il Giglio Tigrato” …quando c’è qualcuno con cui ne valga la pena!

E’ ormai noto che anche i bambini autistici che non utilizzando la parola, in realtà possiedono dentro di loro la capacità di utilizzarla. Questa infatti emerge anche se raramente a proposito, in momenti particolarmente significativi e mai casuali. Il nostro è un lavoro immaginativo e coraggioso di riconoscimento e soprattutto di desiderio di senso: attraverso il nostro desiderio di scorgere un significato nelle parole e nei suoni emessi dal bambino, il bambino può sentirsi visto, compreso e riconosciuto e tiene vivo il suo desiderio comunicativo. Il lavoro nel contesto non verbale – contesto in cui si originano le prime esperienze e le prime forme comunicative infantili – è importantissimo e necessario non solo con i bambini che non utilizzano la parola ( con i quali quindi è paradossalmente più semplice entrare in comunicazione con questa modalità) ma anche con bambini che la parola la utilizzano o la utilizzano ” troppo”, come scudo difensivo o contro l’ ansia che spesso nasconde contenuti emotivi non elaborati e paure non riconosciute. Spesso il primo obiettivo della terapia è proprio condurre il bambino per mano in quel contesto originario e finalmente libero dal fiume di parole che non ci permette di ascoltarci davvero nel profondo. Da parte nostra l’ utilizzo della parola però è allo stesso modo importante perché è in grado di contenere e dare significato a contenuti emotivi incompresi del bambino.

MUSICOTERAPIA INTEGRATA

Studio di musicoterapia Cimbali

Vivendo in modo creativo ci si rende conto del fatto che ogni cosa che facciamo aumenta il senso di essere vivi, di essere noi stessi, insostituibili e unici (D. W. WINNICOTT)

Il nostro è un approccio basato sulle proposte del bambino quindi pensato e modellato di volta in volta in funzione di quel particolare bambino, è dunque un approccio eclettico ovvero aperto all’ integrazione del far musica con il teatro, la fiaba, la danza e le arti figurative, a seconda dei desideri e dei bisogni del bambino.

BILANCIAMENTO TRA STRUTTURA E LIBERTA’

Studio di musicoterapia chitarra

Ci sono solo due eredità inesauribili che dobbiamo sperare di trasmettere ai nostri figli: le radici e le ali. (H.CARTER)

Il nostro approccio non è un approccio strutturato né viceversa libero: ogni bambino è speciale e unico e necessita in una determinata fase di sviluppo di essere più contenuto e guidato oppure al contrario di essere lasciato libero di creare. In una stessa seduta noi potremmo variare da un approccio all’ altro sempre seguendo le esigenze di quel particolare bambino in quel particolare momento.

LE TECNICHE IN MUSICOTERAPIA

Studio di musicoterapia pianoforte

Vivendo dentro la madre e venendo al mondo, in un bagno di suoni, il bambino sa che all’ inizio non era la parola (λόγος) bensì il suono (F. FORNARI)

Non ci si improvvisa musicoterapeuti. E’ necessario possedere determinate qualità e conoscenze comprovate sia in ambito musicale che psicologico e una pratica costante e supervisionata di utilizzo di tecniche specifiche di improvvisazione . Rimandiamo alla bibliografia l’ approfondimento delle principali tecniche utilizzate ben descritte da K. Bruscia e F. Suvini. Le tecniche improvvisative sono scelte e modulate dal musicoterapeuta in base agli obiettivi specifici della seduta e in base allo sviluppo evolutivo del bambino e della relazione terapeutica. Di seguito gli obiettivi principali delle tecniche più importanti di improvvisazione:

Tecniche di strutturazione\contenimento
  • Aiutare il bambino ad organizzare l’espressione di sé
  • Contenere, stabilizzare e strutturare le emozioni e i sentimenti espressi
  • Fornire un sostegno, supporto e comprensione per favorire l’espressione di emozioni o stati d’animo particolarmente complessi
Tecniche di rispecchiamento\empatia
  • Focalizzare l’attenzione del bambino sulle sue azioni
  • Favorire la consapevolezza di sé
  • Rinforzare la sua capacità di reagire o di comunicare
  • Dimostrare accettazione per il suo modo di essere
  • Sviluppare una comprensione empatica del bambino
  • Aiutare il bambino a riconoscere i suoi sentimenti
 Tecniche di sviluppo
  • Favorire l’ espressività, la creatività e la relazione
  • Stimolare la capacità di tradurre simbolicamente le proprie emozioni
  • Esplorare situazioni emotive difficili da affrontare per il bambino
  • Introdurre l’idea di forma nell’ espressione emotiva del bambino
 Tecniche di reindirizzo
  • Aiutare il bambino a separarsi da ciò che sta esprimendo
  • Evitare che il bambino resti in una situazione per lui inutile o controproducente

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